Forse qualcuno mi darà del “boomer” o dell’utente internet del Mesolitico, ma sento il bisogno di fare una domanda: chi si ricorda davvero della Netiquette?
Negli anni Novanta, quando ho iniziato a “ticchettare” i primi comandi in rete, le regole del buon comportamento digitale non erano suggerimenti: erano la legge. E la comunità le faceva rispettare con un rigore quasi religioso.
I tempi d’oro (e feroci) delle BBS e dei Forum
Se scrivevi su una BBS o su un forum dimenticando il CAPS LOCK attivo, venivi letteralmente sommerso dai nerd dell’epoca:
«Rileggiti la Netiquette! Ignorante digitale! Vai a urlare a casa tua!»
E queste erano le reazioni gentili. Non c’erano emoji per scusarsi o addolcire il tono; dovevi ingegnarti con i disegni in ASCII art per dimostrare il tuo pentimento dopo la fustigazione pubblica.
La dura legge della ricerca
Guai a chiedere aiuto su un argomento già trattato. Venivi bollato come “troll” all’istante:
- “Thread già trattato. Hai letto le FAQ?”
- “Hai cercato su Altavista? E su Excite?” (Google era ancora un progetto in un garage).
E oggi? L’anarchia digitale
Oggi non si va più tanto per il sottile. Nessuno si scandalizza più se:
- Riceve un’email tutta in MAIUSCOLO.
- Il campo “Oggetto” viene lasciato deserto (o usato come corpo del messaggio).
- Si viene messi in CC insieme ad altri cento indirizzi visibili a tutti.
Il punto è questo: un’occhiata alla Netiquette, ogni tanto, farebbe bene a tutti. Non è solo una questione di “forma” o di etichetta d’altri tempi. È una questione di rispetto per il tempo e l’attenzione degli altri.
In un mondo digitale sempre più rumoroso, la gentilezza e l’ordine sono diventati atti rivoluzionari.
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